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Spunta l'ipotesi di una misura anti-evasione.

Una misura anti-evasione per il canone Rai, legandolo al possesso di un'utenza elettrica. E l'ipotesi di un'asta per le frequenze digitali sottoutilizzate per metterle a disposizione dei gestori di telefonia mobile. Sono questi i due principali annunci fatti oggi a Roma da Paolo Romani, viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, nel corso del convegno "La svolta digtale, organizzato da ItMedia Consulting e Fondazione Einaudi. I due provvedimenti dovrebbero vedere la luce entro la fine dell'anno. 

Contro l'evasione, ha spiegato Romani, «abbiamo studiato una norma per agganciare il canone al possesso dell'utenza elettrica», risolvendo così il problema di legarlo alla bolletta per la rpesezna d ic irca 250 gestori. La misura (per la quale si era ipotizzato un inserimento in extremis nella manovra, ipotesi ormai remota) si baserebbe sul presuppsoto che chi utilizza la rete elettrica abbia anche un televisore: «Si inverte l'onere della prova – ha detto Romani - e chi non ha la Tv dovrà fare un'autocerficazione». 
L'evasione sul canone, ha ricordato il viceministro, ammonta a 685 milioni e «con questa misura si punta a recuperarne la metà. Utilizzando poi i fondi ripresi per il decremento del canone stesso e per finanziare i 13 canali tematici del servizio pubblico sul digitale». 

Il governo punta anche alla razionalizzazione dell'assetto del digitale terrestre.
 
«Sempre entro fine anno – ha sèpeigato Romani - bisogna mettere ordine in un quadro inel quale si è registrata un'occupazione del radiospettro. L'obiettivo è il e recupero delle frequenze assegnate, ma non utilizzate dagli operatori. Per poi metterle a gara per i gestori della telefonia mobile». L'ipotesi allo studio è di destianre una parte delle risorse che lo Stato incasserebbe dall'asta per incentivare la diffusione della banda larga mobile. Un'altra parte dei fondi, invece, «potrebbe invece essere utilizzata per rimborsare gli imprenditori televisivi che libererebbero le frequenze». Il 19 luglio, ha infine fatto sapere il viceministro, «si riunirà il tavolo con i vertici degli operatori di rete delle telecomunicazioni. 

Un ulteriore passo per lanciare Italia digitale, il piano infrastrutturale che punta a realizzare la convergenza tra internet e Tv digitale, anche pianificando lo sviluppo delle Ngn, le reti di ultima generazione». 

Fonte: Il Sole 24 Ore


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